Filosofia
ed etica del Tai Chi
La visione del mondo e l’etica che stanno alla base del Tai Chi hanno la loro
origine nel Taoismo, una filosofia che si collega alla figura e agli scritti
di Lao Tze, vissuto nel cinquecento avanti Cristo.
Lao tze è ritenuto probabile autore della raccolta di scritti che va
sotto il titolo di Tao te Ching (altra teoria è che essi siano stati
composti da più taoisti che usarono lo pseudonimno Lao Tze).
Il
Tao può tradursi con "la via", ossia il cammino che si deve
trovare e seguire nella vita. Tao Te Ching può intendersi come la via
(Tao) della Virtù (Te) della norma, condotta o legge (Ching).
Il Taoismo
è una filosofia mistica fortemente influenzata dal senso della natura
vista come forza naturale da conocere e seguire.
Non opporsi
all’ordine naturale delle cose, seguirlo e dare così forma al flusso
degli eventi è il dettato del Taoismo di Lao Tze. Per questo occorre
innanzitutto essere spontanei in ogni azione, padroneggiare le circostanze
comprendendone la natura e i principi che le governano e quindi agire in acordo
con essi.
È
così che si comprende uno degli apparenti paradossi dell’insegnamento
taoista che raccomanda l’inazione e afferma che non facendo nulla tutto si
compie, non nel senso di abbandonarsi all’inerzia, ma di non voler imporre
la propria volontà contro il corso e le leggi della natura.
Scrive
Lao Tze:
Il
Tao è nella non azione
Così niente è lasciato non fatto
Lao Tze
esorta ad una conoscenza oltre la convenzione della conoscenza stabilita dai
nomi, dati alle cose per distinguerle tra loro dividendo artificialmente l’unità
della realtà in parti.
Il processo
di nominare le cose porta inoltre a distinguere buono e cattivo, bello e bruto,
alto e basso, essere e non essere. Secondo tali distinzioni nascono i desideri.
Abbandonare tale tipo di conoscenza che distingue e giudica artificialmente
tra le parti dell’unità e uguaglianza di tutta la realtà significa
ritrovare il comportamento non giudicante e spontaneamente in acordó
con la natura.
Con
non nominare le cose si intende non ridurre la realtà a una convenzione
e non credere che si possano tradurre in categorie interamente spiegabili
fenomeni senza distruggerne o tradirne la reale natura e grandezza.
La
vita, la natura, la realtà, sono irriducibili a concetti e possono
essere comprese solo con una profonda comunione che non pretende di afferrare,
possedere, usare, definire, l'abbandono di pregiudizi e l'apertura alla possibilità
che ogni cosa sia una entità senza forma o immagine definita e possa
essere una esperienza di vita volta in volta diversa per ognuno secondo il
cammino che si sta seguendo.
Appaiono
logici così gli apparenti paradossi di Lao Tze:
Guarda,
non può essere visto, è oltre la forma.
Ascolta, non può essere udito, è oltre il suono.
Afferra, non può essee tenuto, è oltre il tangibile.
.........
Forma del senza forma.
immagine del senza immagine.
E' l'indefinibile e l'oltre l'immaginabile.
.........
Conoscere l'antico inizio è l'essenza del Tao.
I pensiero
di Lao Tze è la base culturale e il clima in cui nasce il Tai chi come
pratica di movimento basata su naturalezza, stabilità, centralità,
equilibrio, assenza di sforzo, qualità ottenute aplicando il principio
della flessibilità vincente sulla rigidità e sulla pura forza.
Ugualmente
dal Taoismo deriva al Tai Chi la concezione della vita come trasformazione
e cambiamento. I movimenti Tai Chi sono infatti un flusso continuo di azioni
senza interruzione. Così anche la concezione degli opposti che si generano
uno dall’altro, compresi in una unità.
Tale concezione
è figurativamente rappresentata dal simbolo dello Yin e Yang. In esso
sono compresenti in una unità dinamica il chiaro e lo scuro, il positivo
e il negativo, il pieno e il vuoto. La forma chiara si inserisce nella scura
e nello stesso tempo questa si inserisce nella chiara; la forma chiara si
ritrae per accogliere la scura mentre questa si ritrae per accogliere la chiara;
ogni forma penetra l’altra e nello stesso tempo la accoglie. In un incesante
scambio di ruoli, ogni forma puè essere sovrapposta all’altra, ogni
forma può essere piena o vuota.
Il pensiero
di Lao Tze è continuato da Chuang Tzu, vissuto nel Trecento prima di
Cristo.
Chuang
Tzu afferma ulteriormente la natura unitaria della realtà e di ogni
dualità dell’esistente. L’universo è l’unità di tutte
le cose.
Anche
Chung Tzu ha la stessa visione dell'indefinibilità del Tao come essenza
della realtà:
Il
Tao ha realtà e visibilità, ma nessuna azione o forma fisica.
Può essere trasmesso, ma non può essere ricevuto. Può
essere ottenuto, ma non può essere visto. E' basato su se stesso, radicato
in se stesso. Prima che il cielo e la Terra fossero, il Tao esisteva per se
stesso da sempre.
Se
uno riconosce la sua identità con questa unità, allora le
parti del suo corpo non avranno più il minimo significato per lui
e la vita e la morte, l'inizio e la fine, non disturberanno la sua tranquillità
più della successione del giorno e della notte.
Il
saggio ha il sole e la luna al suo fianco. Egli tiene l'universo nelle sue
mani. Accorda tutto in un armonioso insieme.
Altra affermazione
di chuang Tzu è relativa alla vita vista come processo in continua
autotrasformazione secondo leggi naturali da conocere e accettare:
La
mente dell'uomo perfetto è come uno specchio. Non avanza o arretra
in risposta alle cose. Risponde alle cose, ma non cela nulla di esse, Perciò
è capace di trttare le cose senza recare loro danno.
Intendere
l’azione come un’affermazione della capacità di capire e seguire la
natura delle cose, degli eventi e dell’ambiente; intendere come attività
connaturata all’uomo la concentrazione nello studio dell’essenza delle cose,
esortare alla misura e a rispondere alle cose come uno specchio senza infuenza
dell’ego; sono tutti elementi che hanno formato il clima etico e filosofico
in cui il Tai Chi è nato e che ne costituiscono ancora oggi lo spirito
più interno e profondo.
Un'armata
senza flessibilità non vince mai una battaglia.
Un
albero che non si piega è facilmente spezzato. |

Lao Tze in viaggio su un bufalo indiano. (Philipps-Iniversität, Marburgo)
Secondo la tradizione Lao Tze, archivista della della casa imperiale della
dinastia Zhou, stanco dei propri sforzi per migliorare la sua condizione di
vita si mise in viaggio verso occidente, ma alcuni guardiani di confine che
lo conoscevano lo pregarono di fermarsi e scrivere per i posteri la sua filosofia.
Lao Tze si fermò e nacquero così gli scritti del Tao te ching,
base della filosofia taoista. |